Progetto Eritrea - Afica Tomorrow

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Progetto Eritrea

PROGETTI
 
 

PROGETTO RIPRISTINO ACQUEDOTTO ad EMBAKALLA – ERITREA

 
 
 

Introduzione

L’associazione Africa Tomorrow è impegnata in attività di solidarietà internazionale in campo medico, educativo e sociale. Opera soprattutto nei  paesi africani  grazie all’impegno dei propri volontari. Questo progetto è nato a seguito di un sopralluogo effettuato da alcuni nostri volontari in  Eritrea, su invito del frati capuccini locali, dove si è preso contatto con la popolazione del paese di Embatkalla e si è potuto osservare lo stato di  grave privazione in cui versa a causa della mancanza di approvvigionamento idrico, dovuta alla rottura dell’acquedotto a seguito di una frana.   Il progetto si affianca ad altre realizzazioni già portate a termine in Eritrea da Africa Tomorrow come la missione di medici, una piccolo impianto  per la fabbricazione autogestita di blocchi di cemento e argilla per la manutenzione delle abitazioni che dà lavoro a parecchi operai e alcuni telai  per la tessitura

 
 
 

Contesto

L’Eritrea è uno stato giovane, legato storicamente all’Italia e indipendente dall’Etiopia  dal 1993, dopo una guerra di liberazione durata trent’anni.   Di nuovo in guerra con l’Etiopia dal 98 al 2000 e attualmente ancora in contenzioso  sui confini.

  • Abitanti 4.300.000 ( stima 2001)  

  • Capitale: Asmara

  • Forma dello stato : repubblica parlamentare in fase di transizione  

  • Spese militari 22 % PIL

  • Mortalità infantile entro il primo anno di vita: 52 ogni 1.000 nascite

  • Mortalità infantile entro il 5° anno di vita: 82 ogni 1.000 nascite  

  • Tasso netto iscrizione scuola primaria: 49% per i bambini, 42% per le bambine   

  • Speranza di vita alla nascita: 54 anni   

  • Prodotto nazionale lordo pro capite (dollari Usa): equivalente a 180 dollari USA   

  • Accesso all'acqua potabile: 57 % della popolazione  

  • Accesso ai servizi igienici adeguati: 9%


 
 
 
 

Luogo e motivi del progetto

Paese di Embatkalla 40 km ad est di Asmara in direzione Massawa , sul tracciato di  una vecchia ferrovia ex italiana ora in disuso.  Territorio montagnoso alla quota di circa 1000 m sul livello del mare, clima arido,  vegetazione scarsa, economia fondata principalmente sulla pastorizia e modeste  coltivazioni. Popolazione di circa 2000 residenti e 500 nomadi, composta soprattutto  da donne, bambini e anziani poiché gli uomini in età lavorativa sono tutti considerati di  leva obbligatoria per l’esercito con un tempo di arruolamento che arriva a otto anni ed  è continuamente prorogato dato lo stato di continua tensione con la confinante Etiopia,  molto superiore dal punto di vista demografico.   Una recente frana ha distrutto alcuni edifici e una condotta d’acqua, costruita in epoca  coloniale, che alimentava il paese di Embatkalla. La frana si è sviluppata in una stretta  valle, poco a monte di una strada che costituisce la principale arteria della zona. Da  allora l’alimentazione idrica dell’intera comunità si basa su acqua piovana raccolta in  cisterne o tramite l’uso limitato ed incostante di autobotti. A causa della scarsa  piovosità della zona la penuria d’acqua determina un grave danno alla produzione  agricola, tanto più grave in un paese in difficoltà per la sussistenza alimentare.  L’acquedotto è rifornito da un pozzo artesiano sito a circa 5 Km di distanza,  su un fondovalle posto alcuni centinaia di metri più in basso, dove corre l’alveo di un fiume  dall’andamento torrentizio stagionale. Nei periodi di siccità il fiume si secca ma nel  sottosuolo la falda intercettata dal pozzo rimane attiva.   L’acqua veniva spinta in quota con delle pompe elettriche ed era accumulata in un  serbatoio di decantazione, da cui alimentava per caduta la zona di Embatkalla.  Il progetto mira a ripristinare la funzionalità dell’acquedotto esistente con la ricostruzione del tratto di condotta distrutta dalla frana

 
 

Descrizione dell'opera

Soluzione con attraversamento su ponte sospeso

Struttura di sostegno della lunghezza di circa 50 metri, sarà realizzata con un ponte a traliccio di sezione a forma quadrata, in barre di acciaio  laminato con giunti saldati o imbullonati. Le dimensioni trasversali del traliccio sono di circa 1 metro di altezza e altrettanto di larghezza. La  tubazione dell’acquedotto, da 2,5 pollici, potrà essere fissata all’interno del traliccio. Il ponte di un’unica campata sarà vincolato alle estremità su  semplici appoggi ,  entrambi formati da un basamento in pietre e calcestruzzo. I basamenti dovrebbero avere dimensioni di circa 2x2metri e  altezza di circa 1 metro  Un appoggio verrà posizionato su un terrazzamento adattabile e gia esistente alla sinistra orografica della valletta, per  l’altro basamento occorrerà ricavare una piazzola sulla parete rocciosa alla destra orografica, e per almeno una parte di esso sarà necessario  effettuare uno scavo nella roccia viva. La forma del ponte di attraversamento è stata ipotizzata ad arco con curvatura verso il basso per ridurre  l’altezza dei ponteggi necessari alla costruzione e per ridurre l’impatto visivo, ma se sorgessero difficoltà di montaggio si potrebbe optare per una  forma rettilinea.  Su di un basamento occorrerà provvedere un giunto a rotaia che permetta le dilatazioni termiche.  
Importo indicativo dell'opera  12.500 €  

Soluzione mediante ripristino nella sede di origine

Si tratta di eseguire uno scavo sul pendio a margine della strada per la posa della tubatura dell’acquedotto e successivo rinterro.Questa avrebbe  una lunghezza di circa 300 m.   In alcuni tratti si renderebbe necessario un modesto terrazzamento ed una muratura di contenimento in pietre a secco o cementate a seconda del  profilo del terreno nel punto interessato.  
Importo indicativo dell'opera 7.500 €

 
 
 
 
 
 


Per la situazione politica in Eritrea e l’ostruzionismo nei confronti  dei sacerdodi cattolici e delle Associazioni di Volontariato poste  in atto dal governo eritreo, è stata optata la soluzione mediante  ripristino della sede di origine dell’acquedotto, con la speranza in  futuro che, cambiando l’atteggiamento del governo eritreo, si possa relizzare il progetto di”attraversamento su ponte sospeso”  


 
 
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